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Il VUOTO FERTILE dal silenzio alla creazione


  • CA’ COLMELLO Casolare d’ Appennino 21 Via Gesso Emilia-Romagna, 40020 Italia (mappa)

Workshop esperenziale in natura tra psicoterapia e teatro

A volte, non serve capire di più: serve sentire meglio. Serve rallentare, tornare al corpo, lasciare che il silenzio faccia spazio e che ciò

che è confuso possa ordinarsi senza sforzo. In questo workshop il “vuoto” non è una mancanza da riempire, ma un tempo da

attraversare: un terreno in cui ritrovare presenza, orientamento e una creatività essenziale.

Il Vuoto Fertile – Dal Silenzio alla Creazione nasce per offrire un’esperienza concreta di questo: un workshop di due giorni in natura,

in un casale, dove il silenzio non è assenza ma presenza; e la creazione non è performance, ma gesto possibile.

È un percorso accessibile a tutti: ciò che serve è la disponibilità ad ascoltarsi, con rispetto dei propri tempi e confini.

Tema e cornice: dal “vuoto sterile” al “vuoto fertile”

Nella vita quotidiana, spesso rispondiamo al vuoto con riempitivi: rumore, accelerazione, ipercontrollo, distrazione.

È una strategia difensiva, ma può lasciare una sensazione di stanchezza, ansia e di ritiro da sé.

Il workshop propone un movimento diverso: trasformare il vuoto sterile (blocco,evitamento, anestesia)

in vuoto fertile (spazio, orientamento, creatività, contatto).

Come si svolge

L’esperienza è costruita come una progressione, in cui ogni fase prepara la successiva.

1) Entrare nel silenzio: il corpo come casa


2) Smarrimento e non-sapere: restare senza riempire

3) Accettazione e contatto: dare dignità a ciò che c’è

4) Creazione: una forma semplice che dice verità

Per chi è pensato

  • Persone in fasi di passaggio: cambiamenti, separazioni, scelte, stanchezza,

  • Professionisti della relazione d’aiuto e dell’educazione che desiderano strumenti esperienziali per sé.

  • Chi cerca un’esperienza centrata su presenza, corpo, creatività e condivisione.

Non è un percorso terapeutico, ma può avere effetti evolutivi e trasformativi; per questo la conduzione cura molto la cornice,

la gradualità e la libertà di partecipazione.

Cosa porti a casa

  • Pratiche ed esperienze di regolazione emozionale

  • Un lessico personale del tuo “vuoto”: segnali, bisogni, soglie.

  • Un gesto creativo essenziale che diventa memoria corporea: qualcosa che puoi ripetere quando hai la sensazione di perderti.

  • Una traccia di integrazione, scrittura breve, rituali, strumenti replicabili.

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25 aprile

IL VUOTO FERTILE dal silenzio alla creazione